Un Progetto per Borgo Terra

2006-2007

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Il Progetto Muro (POR Puglia 2000/2006, misura 2.1) fu presentato con il sottotitolo "Valorizzazione e tutela del patrimonio culturale pubblico e miglioramento dell'offerta e della qualità dei servizi culturali" in data 18 novembre 2001 dall'allora sindaco, l'arch. Salvatore Negro. Era un progetto innovativo, non tanto per il rinnovo e l'adeguamento del basolato pavimentale e dei sottoservizi, ma per la volontà di inserire l'indagine archeologica come requisito imprescindibile a qualsiasi azione di scavo nel sottosuolo di Borgo Terra, attuale centro storico della città. Inoltre, clausola della Regione Puglia era che questa attività archeologica venisse affidata al Dipartimento di Beni Culturali dell'Università del Salento che, attraverso l'Insegnamento di Archeologia Medievale, opera a Muro Leccese sin dal 1999, e che aveva già partecipato alla creazione del Museo di Borgo Terra, inaugurato nel 2004.
Questo lavoro, inoltre, era un naturale corollario e proseguimento all'attività di scavo archeologico precedentemente svolto sia presso il castello medievale (attuale Palazzo del Principe), sia all'interno della cosiddetta Casa Fiorentino, entrambi costruiti, originariamente, nel corso del XV secolo. Il lavoro è stato avviato nel mese di giugno 2006 e, a tutt'oggi, ha comportato una costante opera di scavo archeologico, analisi dei rinvenimenti ed elaborazione dei dati, da parte di un gruppo di studenti e laureati coordinati dall'archeologa Brunella Bruno. Inoltre, per tutto il mese di luglio, l'équipe italiana è stata affiancata da una dozzina di studenti provenienti dall'Università della Florida. Coordinati dal prof. Florin Curta, hanno trovato nel progetto un ottimo contesto didattico per la consueta scuola estiva archeologica dell'ateneo statunitense.

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I risultati scientifici finora ottenuti sono notevoli e spaziano dall'evidenza di un insediamento stabile già nell'VIII secolo a.C., attraverso una consistente fase di età romana, alle caratteristiche della fondazione della Terra medievale, sino alle trasformazioni della città in età moderna. Per quel che riguarda le attestazioni pre-romane il progetto si avvale della collaborazione della prof.ssa Liliana Giardino, mentre altri specialisti vengono chiamati in causa per temi particolari. Sebbene i risultati possono essere sintetizzati solo in minima parte in questo sito, ci preme far notare il carattere piuttosto innovativo del progetto nell'ambito dell'archeologia urbana europea, in particolare per la possibilità di operare nelle vie di un centro con continuità di vita.
Difatti, in aggiunta alle previste ricadute sul turismo, il progetto si sta rivelando alquanto importante per l'interrelazione con la popolazione di Muro Leccese. Dopo un'iniziale diffidenza da parte di alcuni abitanti, è prevalsa una curiosità per le testimonianze celate sotto i loro piedi, in particolare nei momenti in cui queste potevano essere rapportate alla storia dei loro antenati, aiutando a rafforzare il loro senso di identità e di appartenenza. I passi da compiere sono, comunque, ancora molti. Devono essere aggiornate le informazioni fruibili presso il Museo di Borgo Terra, anche con la creazione di un archivio di documentazione storica ed archeologica. Ma soprattutto devono essere stabiliti dei sistemi di valorizzazione del centro stesso per aumentare il suo valore sociale. Attualmente Borgo Terra occupa un ruolo marginale nella vita sociale della Città, e vi è un cospicuo numero di ambienti e case abbandonate. Insieme al recupero delle case ed al loro adeguamento alle esigenze del XXI secolo, va studiato un progetto di riconversione e rinnovamento urbano per rivitalizzare l'intera area e per rendere il Borgo fulcro dell'orgoglio civico murese. Questi passi rappresentano un'interessante ed innovativa sfida in cui l'archeologia dovrà continuare a svolgere il suo ruolo.