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L'impianto delle "cittā nuove" procede individuando l'area dove costruire l'abitato, che viene
suddiviso in lotti per le case e gli orti, secondo un modulo che determina la misure della piazza,
delle strade, degli isolati (insulae), dei lotti abitativi (placae) e della cinta muraria, che in alcuni casi
veniva realizzata successivamente alla costruzione del borgo stesso.
La costruzione del nuovo insediamento era affidata al locator, che aveva il mandato dal signore di
impiantare la colonia ed era anche il responsabile di ogni fase esecutiva, dal progetto del borgo al
suo tracciamento sul terreno, fino all'assegnazione dei singoli lotti.
La Terra di Muro, ortogonale e orientata sui punti cardinali, data intorno alla metā del XV secolo.
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All'interno del fossato e della cinta muraria, alta probabilmente poco meno di 8 metri e realizzata in
parte recuperando blocchi delle mura di etā messapica, si articolavano le strade e le unitā abitative o
lotti per accogliere i braccianti agricoli trasferitisi con le loro famiglie dai vicini casali.
Non saranno
mancate alcune persone che rivestivano ruoli specializzati, come il fabbro-maniscalco e il parroco.
Nel centro della Terra ci sarā stata la chiesa, annessa ad una piazzetta che ospitava il mercato, visto
che al tempo solo nelle grandi cittā esistevano i negozi veri e propri. Fiere stagionali, specie quelle
per il bestiame, si tenevano fuori le mura.
Il vantaggio di questa nuova forma di villaggio 'chiuso' era dato dal maggior controllo che il
feudatario poteva esercitare sulla forza lavoro, sulla produzione e sulla difendibilitā
dell'insediamento, rispetto ai precedenti villaggi 'aperti'.