Dai casali a Borgo Terra

Campagne di scavo 1997-2000

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Durante l'etÓ alto medievale, quando il Salento era sotto la dominazione bizantina, l'attuale territorio comunale di Muro Leccese vide sorgere delle piccole comunitÓ agricole, organizzate in villaggi o choria. Di questo periodo, anteriore alla conquista normanna dell'XI secolo, l'unica testimonianza monumentale sopravissuta nel territorio di Muro Ŕ la chiesa di S. Marina. Le fonti scritte e i dati archeologici dimostrano che, giunti all'etÓ angioina (XII-XIV secolo), la rete dei villaggi o casali medievali comprendeva Brongo, Misciano (Miggiano), Miggianello, Polisano e, probabilmente, un insediamento intorno alla chiesa di S. Marina stessa. Questi villaggi, con una popolazione di poche decine di persone, consistevano in piccoli agglomerati di case, con almeno una chiesa e annesso cimitero, ed erano basati su un'economia agricola piuttosto variegata. E' difficile dire molto di questi insediamenti in assenza di scavi archeologici, ma a Misciano, a S. Marina, e all'abbazia di Pompignano Ŕ ancora possibile vedere le originali chiese. A Brongo, dove era sorto il Convento dei Francescani, Ŕ ancora visibile il menhir del Crocefisso.


Alla fine del Medioevo, tra XV e XVI secolo, una serie di cause ha portato al definitivo abbandono dei villaggi e lo spostamento dei contadini in un luogo centrale che diventerÓ l'attuale Borgo Terra di Muro Leccese.

Fra i fattori che hanno contribuito a questo spostamento e alla nascita del centro fortificato, si pu˛ sicuramente annoverare la minaccia d'invasione da parte dei Turchi che, dopo la conquista di Costantinopoli (Istanbul) nel 1453, hanno rapidamente occupato il territorio dell'attuale Grecia ed Albania. Ma ancora pi¨ significativa sembra essere stata la volontÓ delle famiglie feudatarie di riorganizzare i loro possedimenti agricoli per meglio controllare la manodopera e la produzione. E' proprio in questo periodo che viene progressivamente abbandonato un sistema basato su un'agricoltura variegata ed intensiva, per dar posto all'espansione dell'uliveto su cui si baserÓ la ricchezza del Salento in etÓ postmedievale.


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Santa Maria di Miggiano
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