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Durante l'età alto medievale, quando il Salento era sotto la dominazione
bizantina, l'attuale territorio comunale di Muro Leccese vide sorgere delle piccole
comunità agricole, organizzate in villaggi o
choria.
Di questo periodo, anteriore alla conquista normanna dell'XI secolo, l'unica testimonianza
monumentale sopravissuta nel territorio di Muro è la chiesa di S. Marina. Le fonti scritte
e i dati archeologici dimostrano che, giunti all'età angioina (XII-XIV secolo), la rete
dei villaggi o casali medievali comprendeva Brongo, Misciano (Miggiano), Miggianello,
Polisano e, probabilmente, un insediamento intorno alla chiesa di S. Marina stessa.
Questi
villaggi, con una popolazione di poche decine di persone, consistevano in piccoli agglomerati
di case, con almeno una chiesa e annesso cimitero, ed erano basati su un'economia agricola
piuttosto variegata. E' difficile dire molto di questi insediamenti in assenza di scavi
archeologici, ma a Misciano, a S. Marina, e all'abbazia di Pompignano è ancora possibile
vedere le originali chiese. A Brongo, dove era sorto il Convento dei Francescani, è ancora
visibile il menhir del Crocefisso.
Alla fine del Medioevo, tra XV e XVI secolo, una serie di cause ha portato al definitivo
abbandono dei villaggi e lo spostamento dei contadini in un luogo centrale che diventerà
l'attuale Borgo Terra di Muro Leccese.
Fra i fattori che hanno contribuito a questo spostamento e alla nascita del centro
fortificato, si può sicuramente annoverare la minaccia d'invasione da parte dei Turchi
che, dopo la conquista di Costantinopoli (Istanbul) nel 1453, hanno rapidamente occupato
il territorio dell'attuale Grecia ed Albania. Ma ancora più significativa sembra essere
stata la volontà delle famiglie feudatarie di riorganizzare i loro possedimenti agricoli
per meglio controllare la manodopera e la produzione. E' proprio in questo periodo che
viene progressivamente abbandonato un sistema basato su un'agricoltura variegata ed
intensiva, per dar posto all'espansione dell'uliveto su cui si baserà la ricchezza del
Salento in età postmedievale.
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