Il piccolo edificio, all'esterno della cinta messapica, costruito con grandi conci di riutilizzo, è sorto
probabilmente agli inizi del IX secolo.
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Presentava una pianta a navata unica, con portichetti aggettanti sui fianchi, la cui doppia arcata fu tamponata nel corso del X secolo, quando le pareti
interne della chiesa furono ricoperte di affreschi.
E' visibile un'Ascensione sulla controfacciata, con una monumentale figura di Cristo in trono. La Vergine, fra i due gruppi degli Apostoli, è in asse con la figura del Figlio, e accompagnata da un versetto in greco, dagli Atti degli Apostoli. Sulle pareti laterali, figure di santi, soprattutto vescovi. Il vestibolo ospita almeno due strati di affresco
medievali, una di X, l'altra di XI secolo, fra cui forse parte di un ciclo agiografico e alcune
immagini di santi, frammentarie, compresi S.Giovanni Battista e S.Giorgio.
Rilevante appare la decorazione pittorica del secondo strato. Sulle pareti laterali figure di santi
sostituirono in parte quelle della fase precedente.
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La conca absidale è quasi interamente obliterata
da un affresco di epoca moderna: si intravede parte del fondo la figura di un santo diacono.
È probabile che nel catino fosse campita una Vergine con Bambino fra Arcangeli.
Nel cilindro emergono numerose figure di santi vescovi bizantini. E' sugli arconi che si dispiega il ciclo della
Vita e miracoli di San Nicola di Myra, il più antico nel mondo bizantino, da datarsi a circa
quarant'anni prima della traslazione del suo corpo da Myra (Turchia) a Bari nel 1087. L'edificio era
in origine, infatti, dedicato a San Nicola.