Ceramica tra Medioevo e Rinascimento - in tavola

La ceramica da tavola

Durante l'età alto medievale, quando il Salento era sotto la dominazione bizantina, l'attuale territorio comunale di Muro Leccese vide sorgere delle piccole comunità agricole, organizzate in villaggi o choria.

Ceramica invetriata policroma (fine XV secolo) Cliccare qui per ingrandire

Gli scavi del Borgo di Muro hanno dato un contributo fondamentale allo studio della ceramica da tavola del periodo di transizione tra Medioevo ed Età moderna, epoca che, contraddistinta da grandi cambiamenti economici, sociali e culturali, è ancora poco nota dal punto di vista della cultura materiale. Grazie ai rinvenimenti, siamo adesso in grado di seguire con più precisione i mutamenti anche nell'uso delle stoviglie e nel gusto delle decorazioni che le arricchivano. Nella seconda metà del Quattrocento continuavano ad essere impiegate ciotole e scodelle per uso individuale, poi sostituite dai veri e propri piatti nel Cinquecento: tutto il basso Salento è costellato di botteghe (Ugento, Cutrofiano, Lecce) che producevano in serie tali manufatti. Rivestiti di vetrine monocrome o bicrome e, spesso, decorati con motivi soprattutto floreali, in bruno, verde e rosso, continuavano a proporre tecniche e gusti tradizionali del Medioevo. Alla fine del Quattrocento, però, attraverso più stretti contatti e scambi commerciali con i Balcani, i vasai salentini cominciarono a realizzare nuovi tipi di contenitori con la tecnica del "graffito". Derivata dall'oriente bizantino e già praticata in Italia centro settentrionale almeno dal Duecento, questa consisteva nel realizzare una decorazione graffita, usando strumenti appuntiti in legno o osso, sulla patina bianca dell'ingobbio (una soluzione di argilla biancastra che veniva stesa sulla superficie dei vasi). Il "graffio", praticato sui manufatti già cotti, faceva così emergere il colore del corpo ceramico creando un effetto di contrasto che veniva arricchito da pigmenti colorati e da una vetrina trasparente; si eseguiva poi, come per gli atti prodotti rivestiti, una seconda cottura.


Ceramica Dipinta
Cliccare qui per ingrandire

A Muro Leccese sono stati rinvenuti gli esemplari più antichi di una produzione salentina di vasi graffiti, decorati in verde e rosso, che anticipa al Quattrocento un uso tradizionalmente attribuito al secolo successivo. La produzione rinascimentale ha invece motivi decorativi più complessi, in cui non compare il rosso, colore tipico del repertorio medievale: la più antica sperimentazione della tecnica del graffito da parte dei nostri vasai impiega segni graffiti come arricchimento di un disegno realizzato in bruno verde e rosso, mentre la produzione standardizzata delle "protograffite" prevederà solo l'uso di verde e rosso. A Muro sono stati rinvenuti numerosi esemplari di ciotole per uso individuale, ma soprattutto di scodelle basse, che assomigliano di più ai piatti veri e propri, in cui accanto a decori fantasiosi, floreali e cuoriformi, si notano delle " zampette " in rosso che sembrano contraddistinguere interi servizi di stoviglie comprendenti scodelle, tazze e brocche.