I Turchi in Terra d'Otranto

"... Giunti in Puglia vi entrarono e saccheggiarono i paesi incontrati. Da quel luogo, in cui ogni angolo è pieno di oro e d'argento, simile a una sorgente mineraria colma di gioielli, trassero tanti schiavi e schiave ... " (da Ibn Kemal, Storie della Casa di Osman - Tevârih-i Al-i Osman, tardo '400).

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Nella seconda metà del XV secolo i Turchi, consolidato il loro dominio in Asia Minore con la conquista di Costantinopoli del 1453, rivolsero le loro mire espansionistiche verso l'Europa e il Mediterraneo. Nell'agosto del 1480 Otranto fu assediata e conquistata dalla flotta turca di Maometto II, sotto il comando di Ahmed Pascià, governatore di Valona. Nella cattedrale della città trovarono la morte il vescovo Stefano Pendinelli, il clero e il popolo che vi si erano rifugiati. Sul vicino colle della Minerva, secondo la tradizione, furono massacrati i prigionieri superstiti, rimasti nella memoria storica come gli "800 martiri" di Otranto. I loro resti sono oggi conservati in parte in una grande teca di vetro nella cattedrale e in parte nella chiesa di Santa Caterina a Napoli. Durante le vicende dell'assedio, non lontano da Muro, trovò la morte Giulio Antonio Acquaviva, conte di Conversano, caduto in un'imboscata dei Turchi il 7 febbraio del 1481.


Dopo un anno circa di occupazione turca Otranto fu liberata dalle truppe guidate da Alfonso d'Aragona, duca di Calabria, ma ciò non significò il cessare di continui attacchi e saccheggi. Fu così che nel secolo seguente il governo spagnolo provvide al potenziamento delle strutture difensive e alla realizzazione delle torri marittime, disponendo che queste ultime costituissero una continua linea di difesa e di avvistamento a protezione delle popolazioni e della sicurezza generale del Regno. La paura continuava così ad inquietare tutta l'Europa. Le aggressioni turche culminate con la conquista di Cipro, spinsero Pio V, divenuto Papa nel 1566, a promuovere una coalizione italo- spagnola, la "Lega cristiana" contro il comune nemico. Fu così che nel 1571 la flotta pontificia salpata da Messina, dove si era raccolta alla fine di agosto, attaccò e sconfisse la potenza navale turca la domenica del 7 ottobre, nella famosa battaglia di Lepanto, nel golfo di Patrasso. La cristianità celebrò con grande giubilo questa vittoria, anche se si narra che il sultano Selim, succeduto a Maometto II, abbia commentato "Gli infedeli hanno soltanto bruciato la mia barba. Crescerà nuovamente".


Mappa turca
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Ceramiche raffinate prodotte ad Iznik, nella Turchia nord-occidentale, nel XVI secolo, ed importate per la tavola dei Protonobilissimo. Cliccare qui per ingrandire